Il benessere non è uno stato da raggiungere, ma una qualità del vivere che nasce dall’integrazione tra emozioni, corpo e relazioni.
Per questo motivo esistono diversi approcci al benessere e molteplici strumenti attraverso cui è possibile sostenere il proprio equilibrio.
Il benessere emerge quando emozioni, corpo, mente e ambiente smettono di essere separati e tornano a dialogare nella complessità della vita.
È inverno. Il sole splende. La neve ha smesso di cadere lasciando un’aria fredda e limpida. Io, Neko e Africa camminiamo lungo il soffice sentiero imbiancato.
Neko si allontana correndo verso un albero. Sta cercando un bastoncino da portare con sé. La sua schiena è un po’ troppo rigida, il passo leggermente saltellante, ma è felice e non sembra esserne disturbato.
Africa è al mio fianco. Resiste per un istante all’impulso di seguirlo, poi cede alla spinta emotiva che scorre in lei, abbaiandogli qualcosa che solo loro possono capire. Poi si ferma e va a dissetarsi alla fonte cristallina che sgorga fresca e copiosa dalla roccia.
Li osservo. E in quello spazio semplice, imperfetto e vivo, condividiamo un equilibrio che non è assenza di difficoltà, ma presenza piena.
Il freddo pizzica la pelle, e tutto sembra esattamente al suo posto, così com’è.
Benessere: il grande frainteso
Molto spesso si associa lo stato di benessere a una totale assenza di disturbi o malattia. Se così fosse, stare bene sarebbe un’utopia e noi saremmo condannati a una vita di patimenti.
Cambiamo prospettiva per un attimo. Pensiamo al benessere come uno spazio in cui ci sentiamo in pace e armonia sia con noi stessi che con ciò che ci circonda.
Qui stare bene non solo diventa possibile, ma un percorso da attraversare a passo lento.
L’intenzione: il primo passo concreto verso il benessere
Tutto parte dall’intenzione.
Non è sufficiente comprendere che il benessere non è assenza di problemi: bisogna crederci davvero e darsi degli obiettivi concreti e realizzabili.
Se supportato dall’intenzione, il benessere diventa una pratica quotidiana composta da piccoli gesti che, insieme, portano un nuovo equilibrio tra corpo, mente e spirito. In questo modo, avremo la sensazione di avere un maggior controllo sulla nostra vita e, quindi, potremo sentirci più sereni e al sicuro.


Un benessere che nasce dall’integrazione
Nella concezione di benessere integrato, ogni aspetto dell’essere ha importanza.
Quando vedo un cane o una persona automaticamente ne osservo il passo, il movimento, la postura e l’equilibrio. Questa sensibilità mi accompagna un po’ da tutta la vita e, col tempo mi sono resa conto che il corpo racconta molto più di quanto facciano le parole.
Ogni tensione corporea racconta un vissuto, una resistenza, un’emozione che rimane sepolta sotto alla pelle e fatica a emergere.
Allo stesso modo, le parole non dette o le emozioni represse, possono essere causa di tensioni fisiche e posture caratteristiche che, spesso determinano un sottile ma costante senso di disturbo.
Nel comprendere che il benessere è uno stato multifattoriale in cui ogni elemento deve essere in equilibrio con l’altro, appare evidente come non possa esistere un solo intervento risolutivo. È l’integrazione di interventi differenti, capaci di agire sul corpo, sulle emozioni e sulla percezione di sé, che può aiutarci a ritrovare un equilibrio più profondo.
Emozioni e adattamento nella vita quotidiana
Spesso ci sentiamo dire che siamo i peggiori nemici di noi stessi.
Io credo che sia vero l’esatto contrario.
La nostra mente e il nostro corpo sono i primi ad agire per metterci al riparo da ciò che sentiamo a noi estraneo. Le nostre emozioni sono la nostra voce più autentica che grida per essere ascoltata.
Quando corpo, mente ed emozioni dialogano armoniosamente, il sistema riesce a regolarsi in autonomia. Ma se una di queste voci è più tuonante, tutto perde stabilità. Capita così che ci troviamo ad avvertire quel senso di inadeguatezza che ci fa sentire fuori posto in ogni occasione, o che si presenti quell’acido alla gola che non ci lascia dormire la notte.
Se una voce domina, anche le altre aumentano la loro intensità per primeggiare e l’esito è un disordinato frastuono.


Il livello meno visibile dell’equilibrio
All’interno del coro, affianco a corpo, mente ed emozioni, c’è una quarta voce. Alcuni la chiamano spirito, a me piace chiamarla interiorità.
Ognuno di noi è un essere unico che vibra a una certa frequenza e che stabilisce col mondo un legame che è solo suo.
Nel tempo, culture differenti hanno sviluppato pratiche di riequilibrio basate sulla percezione sottile del corpo, dell’energia e della relazione con l’ambiente.
Queste discipline operano a un livello molto più sottile rispetto a quello puramente fisico e ci permettono di prenderci cura della parte più profonda di noi.
Non un intervento, ma un processo
Non esiste l’intervento perfetto. Esiste un insieme di tecniche e pratiche che, parallelamente, sostengono il processo di “guarigione”.
Ogni soggetto è a sé, quindi ognuno risponderà a un trattamento in modo personale. Così la grande varietà di trattamenti possibili rappresenta un punto di forza degli approcci integrati potendo non solo lavorare su più livelli contemporaneamente, ma facendolo anche nel modo che più ci fa sentire a nostro agio.
Occorre ricordare che ogni trattamento non è a sé stante, ma è parte di un processo complesso e non lineare.
Molte volte partiamo a lavorare da un disturbo che emerge dal corpo e, progressivamente, iniziano a emergere i vissuti irrisolti. Poi, quando tutto ci sembra stabile, iniziamo a sentire quell’ago sottile che ci solletica da dentro e ci spezza il respiro: una sensazione che non è dolore ma un leggero fastidio profondo, come una voce che è rimasta inudita per molto tempo.
Così, quando iniziamo ad ascoltare anche questo solletichio, tutto si muove e un ordine nuovo organizza il nostro stare nel mondo.
Così, quando tutto sembra essere giunto al termine, nuove possibilità si aprono e noi possiamo sentirci veramente in armonia.


Quando l’equilibrio diventa esperienza concreta
Fino ad ora ho parlato di questo processo riferendomi a noi esseri umani, ma lo stesso concetto può essere esteso ai nostri animali e i nostri cani.
Io e i miei cani ci sottoponiamo regolarmente a trattamenti di tipo osteopatico.
A livello emotivo ci sosteniamo nella quotidianità assumendo una miscela personalizzata di Fiori di Bach. Al bisogno integriamo la nostra dieta con erbe e funghi medicinali.
Ci lasciamo coinvolgere in terapie vibrazionali come bagni sonori e trattamenti di cristalloterapia.
Quando necessario ci rivolgiamo a medici, veterinari, psicoterapeuti, questo perché conosciamo perfettamente i limiti e le potenzialità di ogni disciplina.
La mia personale ricerca del benessere mi ha portata a scoprire tecniche e pratiche di supporto al vivente che spesso utilizziamo anche in maniera non strutturata, per istinto.
Nel mio caso, la grande rivelazione è arrivata approfondendo la terapia con i cristalli. Studiando mi sono resa conto che, fin da bambina, utilizzavo la cristalloterapia per far fronte alle mie difficoltà. In maniera naturale riuscivo ad individuare perfettamente la pietra adatta per ritrovare il mio equilibrio.
Il senso del benessere integrato
La prima prova concreta della reale efficacia dell’approccio integrato al benessere, l’ho avuta con i miei cani.
Osservare i cani durante alcuni trattamenti mi ha insegnato a guardare il benessere in modo più autentico.
I cani non sanno quali effetti dovrebbe sortire un determinato trattamento, loro, semplicemente, reagiscono con naturalezza ad esso. Con loro ho imparato a osservare il benessere senza aspettative teoriche, lasciando spazio a ciò che emergeva realmente nella loro esperienza.
La ricerca del benessere, quindi, non è un’utopia.
È un processo lento e concreto fatto di piccoli passi, di fili che s’intrecciano, di verità che emergono.
Accompagnare noi stessi e i nostri cani in questo percorso non è un atto di fede, è un gesto concreto che prende forma nella ricerca dell’equilibrio fisico, mentale e interiore.
È sostenere il nostro sguardo davanti allo specchio.
È vedere in ogni trasformazione un equilibrio.
In noi e nei nostri cani.
Anche quando ci sembra impossibile.
Anche quando fa male.

Approfondimenti e riferimenti scientifici
- World Health Organization. Constitution of the World Health Organization. (1948)
- George L. Engel – The Need for a New Medical Model: A Challenge for Biomedicine. (1977)
- Bessel Van Der Kolk – Il corpo accusa il colpo. Mente, corpo e cervello nell’elaborazione delle memorie traumatiche
- Antonio Damasio – L’errore di Cartesio. Emozione, ragione e cervello umano
- Stephen W. Porges – La guida alla teoria polivagale. Il potere trasformativo della sensazione di sicurezza
- Edward Bach – Guarisci te stesso
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