Tutto passa dal corpo

Il corpo come origine della percezione, del movimento e della relazione

Il cane Brick è ritratto in un primo piano ravvicinato e dinamico mentre esegue un esercizio di equilibrio, poggiando saldamente le zampe anteriori su un attrezzo gonfiabile rosso da ginnastica e mantenendo la massima concentrazione emotiva e fisica.

Tutto passa dal corpo: è da lì che il cane si orienta, si organizza e si esprime. Ciò che accade a questo livello determina percezione, equilibrio, qualità del movimento e capacità di risposta prima di qualsiasi comportamento osservabile.

Quando un cane sviluppa una consapevolezza più profonda del proprio corpo, non migliora soltanto il gesto atletico, ma anche la sua capacità di entrare in relazione con il mondo.

I suoi occhi mi fissano: fermi, penetranti. Le narici si dilatano al ritmo del respiro. È pronto a scattare, lo so.

Furtivamente muove un mezzo passo in avanti, lo vedo con la coda dell’occhio. Rallento il passo, il mio corpo s’irrigidisce. Lui si ferma.

Percorro gli ultimi passi che mi separano dalla zona poi mi fermo. Un attimo di concentrazione. Uno sguardo d’intesa e…“Ok!”.

I muscoli di tutto il suo corpo si contraggono, il baricentro si abbassa, le dita delle zampe posteriori si aggrappano al terreno mentre il resto dell’arto libera una potenza controllata, facendo sfrecciare in avanti il suo corpo tonico.

Poi arriva la svolta.

Il suo corpo si riorganizza in una nuova armonia funzionale. Mantiene la concentrazione, resta in ascolto e segue la linea corretta senza esitazioni, in totale fluidità.

Il corpo come primo sistema percettivo

Prima ancora del comportamento, esiste un corpo che percepisce, si organizza e risponde.

Il corpo è la nostra interfaccia con il mondo: ogni azione nasce da ciò che viene percepito e rielaborato attraverso di esso.

Nel cane, così come nell’essere umano, questa interazione avviene attraverso sistemi sensoriali specializzati che rispondono a stimoli differenti: odori, luce, suoni, contatto.

Queste strutture vengono chiamate recettori: permettono al corpo di raccogliere e tradurre le informazioni che arrivano dall’ambiente, rendendole utilizzabili e funzionali alla sopravvivenza.

Non tutto ciò che il corpo percepisce, però, proviene dall’esterno.

Esiste una percezione interna, legata allo stato dell’organismo: il respiro, la pressione del sangue, il battito, l’attivazione. Questa dimensione viene regolata da recettori interni (enterocettori) che contribuiscono a mantenere l’equilibrio del sistema.

Accanto a questi, i propriocettori svolgono una funzione fondamentale: informano il sistema sulla posizione del corpo nello spazio, sul movimento, sull’assetto e sulla relazione tra le parti.

È grazie a questo continuo scambio di informazioni che il corpo non solo reagisce, ma si organizza.

E questa organizzazione non è statica: può diventare più fine, più precisa, più efficiente.

Quando la qualità della percezione corporea cambia, cambia anche la qualità della risposta.

La cagnolina meticcia Tesla è ritratta in piedi su una superficie di cortecce ed elementi sensoriali durante la finale nazionale di dog balance del 2019, mentre riceve un delicato supporto dalla mano della sua conduttrice Gloria Levrini, mantenendo uno sguardo attento e focalizzato.
La cagnolina Gemma è sdraiata in totale relax sopra un ponte tibetano coperto da un pannello fonoassorbente grigio piramidale, guardando l'obiettivo con un'espressione serena e tranquilla.

Consapevolezza corporea e organizzazione del movimento

Parlando con qualche amico cinofilo o guardando qualche video online, magari, ti è capitato di sentire che i cani non hanno coscienza del posteriore. Questa convinzione nasce dal fatto che, osservando i nostri cani, a volte ci capita di vederli camminare un po’ come se si dimenticassero di avere le zampe posteriori oppure li vediamo meno sicuri nell’utilizzarle.

Ciò che noi stiamo osservando, però non riguarda la coscienza: il cane sa perfettamente di avere le zampe posteriori. Quello che può mancare è una piena consapevolezza corporea, cioè la capacità di organizzare il movimento in maniera precisa, fluida ed efficace.

Avere consapevolezza, in definitiva, significa riuscire a percepire e organizzare il corpo in maniera più precisa nell’attimo presente.

Per questo motivo, attraverso esercizi mirati, molti cani iniziano gradualmente a muoversi meglio non solo durante l’attività specifica, ma anche nella vita quotidiana.

Quando questo accade, possiamo dire che il nostro cane ha sviluppato una maggiore consapevolezza di sé e del proprio corpo.

Sport e consapevolezza corporea

Chi pratica sport avrà già capito quanto sia importante avere un’ottima consapevolezza del proprio corpo.

Quando un cane percepisce meglio il suo fisico:

  • si muove meglio
  • si adatta meglio
  • spreca meno energia
  • è più sicuro nelle risposte

e, di conseguenza, si riduce il rischio che incorra in infortuni più o meno gravi.

Ma il vantaggio non è solo questo. Quando un cane sportivo diventa più consapevole, il gesto tecnico diventa più rapido, preciso, fluido. Coordinare i movimenti diventa più semplice perché ogni distretto corporeo risponde in maniera ordinata agli stimoli. Anche affrontare le variazioni di superficie o suoli scivolosi diventa più naturale.

Tutte queste capacità, però, vengono sviluppate solo marginalmente nell’allenamento specifico. Ogni disciplina sportiva cinofila ha le sue particolarità e, solitamente, prevede l’esecuzione di pochi pattern motori molto specifici. La ripetizione continua di questi movimenti sempre molto simili o uguali, va a sollecitare sempre gli stessi gruppi muscolari e articolari e sempre allo stesso modo. Così, ad esempio, avremo alcuni muscoli molto allenati, mentre altri muscoli saranno particolarmente deboli, andando ad alterare l’equilibrio dell’intero sistema.

Per andare a riequilibrare il corpo del cane e permettergli di sviluppare a pieno tutto il suo potenziale, è importante coinvolgerlo in esercizi che lo aiutino a diventare davvero consapevole di tutte le parti del suo corpo e delle diverse possibilità di movimento.

Allo stesso tempo, occorre rinforzare quei distretti muscolari che normalmente utilizza meno.

Una muscolatura armoniosa e ben sviluppata non solo renderà il nostro cane più efficiente e performante, ma lo aiuterà a sentirsi meglio con se stesso e con il mondo.

Il cane Border Collie Neko esegue una svolta stretta e veloce tra gli hoop del percorso di Hoopers, mostrando una straordinaria coordinazione motoria, muscoli tesi nello scatto e il corpo inclinato per gestire la forza centrifuga.
Il cane Alaskan Malamute Zeus è seduto sul pavimento di una palestra cinofila mostrando un evidente compenso posturale, con la zampa posteriore sinistra visibilmente allargata e non allineata rispetto all'asse del corpo.

Quando il corpo non è abitabile

Ci sono situazioni in cui il corpo cede o è coinvolto da tensioni e rigidità. Quando il corpo non è abitabile anche la mente vacilla e la vita si complica.

Permettere al nostro cane di sentirsi bene e a suo agio all’interno del suo corpo è una delle responsabilità più importanti che abbiamo come suoi compagni di vita e avventure. È qui che osservare il movimento del nostro cane, le sue posture e la sua capacità di regolazione fisica diventa fondamentale. Il passo successivo consiste nel riconoscere quanto di ciò che osserviamo è di competenza del medico veterinario e quanto, invece, compete ad altre figure.

Quando un cane si muove male non sempre significa che soffre di una patologia, ma il primo passo è sempre quello di parlarne con il medico veterinario di fiducia in modo che ne indaghi le cause. Il vostro veterinario, valutato il caso, potrebbe invitarvi a consultare altri colleghi specializzati in altre branche della salute animale come, ad esempio il medico veterinario fisiatra, oppure potrebbe invitarvi ad assicurare al vostro cane uno stile di vita più adatto per lui.

Nel caso di un cane che soffre di displasia dell’anca, ad esempio, una volta valutato nel dettaglio il quadro clinico, il veterinario potrebbe prescrivere un ciclo di fisioterapia. Il fisioterapista svolgerà il suo lavoro e porterà il vostro cane a un certo grado di forma fisica. Terminato il lavoro con il fisioterapista, il vostro cane non sarà guarito perché dalla displasia d’anca non si guarisce, ma preservare il benessere del vostro compagno a quattro zampe è possibile.

Ci sono attività in cui potete coinvolgere il vostro cane che sono rispettose del suo stato di salute, e che possono soddisfarlo anche mentalmente. Alcune permettono anche di sviluppare ancora di più le capacità fisiche del cane, andando a consolidare il lavoro fatto con il medico veterinario. Qui entra in gioco la ginnastica propriocettiva e funzionale per cani.

In questi casi l’attività ginnica sarà orientata al consolidamento e al rinforzo del corpo del cane affinché la patologia possa essere tenuta sotto controllo e si possa ridurre il rischio di ricadute, senza perdere di vista il benessere mentale e generale del soggetto.

Quando il corpo non è abitabile, quindi, possiamo renderlo tale, assicurando al nostro cane attività che gli facciano bene e lo facciano sentire bene.

Sicurezza corporea e regolazione

La regolazione non passa solo dalla mente, ma dalla possibilità del corpo di trovare stabilità e orientamento.

Nel mio lavoro incontro molto spesso cani che manifestano difficoltà comportamentali intimamente collegate a problematiche fisiche e di controllo posturale.

Episodi di dolore o fastidio prolungato portano il cane ad assumere posture non funzionali che si consolidano nel tempo e che vanno a confermare il senso di inadeguatezza, facendo sentire il cane costantemente a disagio. La paura di sentire nuovamente dolore se si assumono posture differenti o si fanno nuovi movimenti fa il resto.

Postura, equilibrio e organizzazione influenzano le emozioni che il cane prova e, di conseguenza, anche la lettura dell’ambiente che lo circonda.

Quando un cane manifesta difficoltà a livello emozionale o presenta comportamenti inadeguati, mi chiedo sempre: sta bene? Ha dolore? Il suo corpo ha sofferto molto in passato?

Così, mentre la persona che lo accompagna mi racconta la sua storia lo osservo, valuto come affronta lo spazio, ne studio il passo e le posture.

Il corpo non mente mai.

Il corpo racconta anche ciò che la mente dimentica.

È per questo che, attraverso il corpo, possiamo entrare in contatto con ciò che la mente nasconde anche a se stessa.

Lavorare sul corpo, in questi casi, è un gioco di equilibri sottili fra il sentire, l’essere e la relazione. Quando accompagniamo i nostri cani in un percorso di riscoperta corporea, non siamo soggetti passivi, siamo parte del processo. Sentirci vicini nelle difficoltà ci permette di sviluppare una maggiore sensibilità verso l’altro. È così che nella relazione possono emergere nuove prospettive, sia verso il nostro cane sia verso noi stessi.

Il lavoro propriocettivo non risolve i problemi, permette di affrontarli. Partendo dal corpo e dalla sensazione, permette di entrare in contatto con esperienze profonde che il corpo ha trattenuto nel tempo, creando nuove possibilità di risposta e regolazione. È per questo motivo che nei percorsi di riabilitazione comportamentale inserisco sempre attività di consapevolezza corporea.

l cane nero con petto bianco Ebby (mix pastore maremmano abruzzese e border collie) è ritratto di profilo mentre posiziona con precisione le zampe anteriori sopra due semisfere propriocettive con punte (riccetti), una verde e una blu, mantenendo una postura stabile, calibrata e concentrata.
La cagnolina meticcia Tesla è in piedi con espressione fiera e felice, a bocca aperta. Cammina sopra una struttura di grandi palloni gonfiabili colorati da ginnastica (dinamico alto), mentre la sua conduttrice Gloria Levrini le sta accanto sulla sinistra per garantirle supporto e sicurezza.

Diventare abitabili: il lavoro corporeo come esperienza di trasformazione

Abitare il corpo, quindi, non serve solo per “fare esercizio” o per migliorare la performance sportiva. Significa costruire fiducia, coordinazione, capacità adattiva, presenza, autonomia non solo fisica ma anche mentale.

Il cane e l’essere umano si regolano anche attraverso ritmo, presenza, movimento. Sentirsi vicini nella difficoltà e attraversarla insieme, uno con l’aiuto dell’altro, apre lo spazio a una crescita generale dell’individuo e del sistema che lo coinvolge, facendo germogliare nuove visioni del mondo e delle relazioni fra esseri viventi.

Questa trasformazione lenta e graduale, molto spesso sembra invisibile. Per vederla occorre fermarsi, osservare l’attimo presente, gustare i dettagli e ricordare il momento in cui tutto il nostro lavoro ha avuto inizio.

A volte il primo cambiamento non avviene nel comportamento, ma nel modo in cui quel corpo riesce finalmente ad abitarsi.

Con naturalezza.

Con verità.

Un gesto alla volta.

Segui il tuo istinto…

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